La «patata bollente» che ha cambiato la nostra scuola
20.08.2026
E se una sola patata riuscisse a smuovere un’intera scuola? Ivanka, direttrice scolastica immaginaria, racconta come una «patata bollente» abbia dato il via allo sviluppo scolastico collettivo e permesso, passo dopo passo, di integrare il tema dell’alimentazione nell’insegnamento, nella cultura scolastica e nel contesto scolastico.
Quando ho assunto la direzione della nostra scuola tre anni fa, non immaginavo che proprio una patata sarebbe stata il catalizzatore del nostro sviluppo scolastico. Tutto è iniziato con il desiderio del nostro team pedagogico di approfondire insieme il tema dell’alimentazione. Avvalendoci dei criteri di qualità della Rete delle scuole21 (capitolo D.5 Alimentazione), abbiamo analizzato attentamente la situazione: «A che punto siamo? Cosa stiamo già facendo bene? In quali ambiti vorremmo migliorare?».
Da questa analisi della situazione è emersa una visione comune e, quasi inaspettatamente, una patata è finita al centro dell’attenzione. Durante la riunione del team pedagogico, un’insegnante l’ha messa in mezzo al tavolo. «Oggi, ognuno di voi avrà tra le mani la patata bollente, ma non per cercare di liberarsene il più in fretta possibile, bensì per contribuire con un’idea», aveva detto ammiccando.
La patata è passata una prima volta di mano in mano…
Nella mia veste di direttrice della scuola, ho tenuto la patata per un po’. Le ho trasmesso una visione da portare avanti: nella nostra scuola l’alimentazione dev’essere sana, regionale, di stagione, gustosa e accessibile. Con insegnanti, personale educativo e assistenti sociali scolastici,, abbiamo costituito un gruppo di lavoro per coordinare i nostri progetti e integrarli in modo duraturo nella quotidianità scolastica.
… e ha poi proseguito il suo viaggio, passando da insegnanti ad allievi
La scintilla che ha dato il via al cambiamento nel nostro istituto è partita proprio dalle classi. Dopo aver trattato a scuola il tema del cambiamento climatico e aver visto in classe il video «Che importanza dai a ciò che mangi?» , prodotto da RSI Edu, le allieve e gli allievi hanno voluto esplorare il legame tra il cibo che mangiano e il futuro del nostro pianeta. E hanno capito che «fa troppo caldo» persino per la patata: crescita ridotta, aumento della peronospora, perdite di raccolto, diminuzione delle coltivazioni di patate in Svizzera, ecc. Improvvisamente hanno posto domande alle quali abbiamo cercato insieme delle risposte.
La patata ha continuato a girare per le aule. Durante le lezioni di matematica, le allieve e gli allievi hanno calcolato i ricavi, gli itinerari di trasporto e i prezzi. Durante le lezioni di lingue hanno realizzato interviste, elaborato ricette e raccolto storie di famiglia. Durante le lezioni di scienze naturali, hanno studiato il tragitto percorso dalla patata dal campo al piatto. Nell’ambito del consiglio delle allieve e degli allievi hanno parlato di spreco alimentare, biodiversità, pubblicità, produzione equa e responsabilità personali.
Da lì, la patata è poi arrivata nelle famiglie...
Le allieve e gli allievi hanno organizzato un buffet sostenibile dedicato alla patata, cucinato rispettando un budget prestabilito e poi invitato la propria famiglia. I nonni hanno raccontato dei raccolti di un tempo, mentre i genitori hanno portato piatti a base di patate tipici dei loro paesi d’origine. Un semplice tubero ha dato vita ad un dialogo tra generazioni e culture.
…ha continuato a girare…
La patata è poi finita a casa di un contadino del villaggio vicino, che ha mostrato i suoi campi alle bambine e ai bambini. Da questa esperienza è nato, con il sostegno di un’Alta scuola pedagogica, il nostro giardino scolastico di cui ci prendiamo cura con l’aiuto attivo di Pro Senectute. Nel frattempo, le lezioni si svolgono regolarmente all’aperto, tra le nostre aiuole. La scuola si è aperta verso l’esterno, e il villaggio è diventato parte integrante del processo di apprendimento.
…ed infine è tornata nell’aula insegnanti
Questa volta la patata ha sollevato nuove domande. Durante un corso di formazione continua abbiamo trattato il principio «One Health». Qual è il legame tra la nostra salute e le preoccupazioni per l’ambiente? Come possiamo ridurre lo spreco alimentare? Quale cultura alimentare vogliamo portare avanti? Da queste riflessioni sono scaturite delle regole comuni per il chiosco della ricreazione, i pasti in mensa, le settimane di progetto e le giornate di azione ricorrenti.
E oggi?
Ancora oggi, la «patata bollente» continua a girare per la nostra scuola. Ogni mese finisce simbolicamente tra le mani di un’altra classe, di un insegnante o di un’organizzazione partner. Chi la riceve propone una nuova idea. Poi passa nuovamente la patata di mano.
Se oggi qualcuno mi chiedesse come portare avanti con successo il processo di sviluppo scolastico, non parlerei innanzitutto di concetti o piani progettuali. Racconterei invece la storia di una «patata bollente».
